Simonetta Agnello Hornby è entrata all’Istituto di Pena Minorile Cesare Beccaria a inaugurare gli incontri di promozione della lettura e di confronto sulle discriminazioni previsti dal progettoPotere alle Parole Lab* e che diventeranno il cuore delle attività della biblioteca che si andrà a costruire nell’istituto per minori di Milano.

La scrittrice ha raccontato le tante facce della discriminazione a partire dalla sua esperienza personale, di giovane siciliana trasferita a Londra e con l’ambizione di diventare avvocato, ma anche delle osservazioni sul suo accento siciliano fatte ancora oggi. Anche quando sono complimenti li ha sentiti come frutto di una sottile forma di razzismo, un modo di sottolineare le differenze e mantenere le distanze..

Con il suo invidiabile carisma Simonetta Agnello ha condiviso molti aspetti del suo percorso con i ragazzi, i quali hanno fatto molte domande anche sulla sua attività di scrittrice. Ha raccontato di come è nata l’idea del suo primo romanzo La mennullara, apparso come in un sogno a occhi aperti mentre aspettava un volo in ritardo.

Alcuni ragazzi raccontano di sé, chi scrive poesie, chi scrive lettere, sempre a partire da sé e dalle proprie esperienze. Simonetta Agnello spiega come anche quando si scrivono romanzi con personaggi di invenzione si può scrivere di sé. Nei personaggi possiamo mettere ciò che pensiamo, ciò che facciamo o vorremmo fare, ma poi i personaggi prendono una vita propria. L’autrice ha sottolinea come lo scrivere sia un momento di grande esaltazione e di potere, perché i personaggi sono nelle tue mani!

“Come si comincia a scrivere?”

“Di solito parto dall’ingiustizia”.

Grazie ragazzi e grazie Simonetta, il viaggio nella lettura prosegue!

Articolo pubblicato in Articoli, il 30 maggio 2016