In un’atmosfera avvelenata dalla retorica che dipinge l’immigrazione come una minaccia e gli immigrati come invasori, che fa della differenza un capro espiatorio e giustifica discriminazione e violenza, una mattina di settembre del 2008, Abdel William Guibre detto Abba, diciannovenne milanese, cittadino italiano di origini burkinabé, viene ammazzato nella propria città, tra insulti razzisti, dai proprietari di una tabaccheria.

Alla fine del 2008 Giangiacomo Feltrinelli Editore e Librerie laFeltrinelli, insieme all’agenzia di comunicazione Tita, lanciano la campagna Il razzismo è una brutta storia, convinti dell’urgenza di smontare gli stereotipi e i luoghi comuni alla base di razzismo e discriminazioni.

Dopo due anni di lavoro con bambine, bambini, ragazze e ragazzi, dopo aver collaborato con associazioni, scuole, insegnati, scrittori e tante persone, il 21 marzo 2011 Il Razzismo è una brutta storia diventa Associazione Culturale per proseguire e allargare il lavoro iniziato dalla campagna. Sono Soci Fondatori Inge Feltrinelli, Carlo Feltrinelli, Librerie Feltrinelli Srl, EFFE 2005 Gruppo Feltrinelli e Giangiacomo Feltrinelli Editore. Compongono il Consiglio Direttivo Carlo Feltrinelli, Inge Feltrinelli, Gad Lerner, Giulia Maldifassi e Giuseppe Mazza

Il Razzismo è una brutta storia individua nell’esperienza quotidiana delle giovani generazioni l’energia vitale su cui fare leva perché lieviti in Italia un nuovo senso comune, una diversa civiltà delle relazioni personali, il riconoscimento sociale dei diritti di cittadinanza (Gad Lerner)

La scuola, la biblioteca, la libreria, il carcere, ma anche diversi festival e luoghi di incontro e di fermento culturale sono diventati i nostri spazi di lavoro abituali. Abbiamo ormai un’esperienza ricca e metodi consolidati per riflettere insieme a ragazze e ragazzi sugli stereotipi e smontarli, conoscere e riconoscere tutte le forme di discriminazione e fermarne la diffusione. Coesione sociale, educazione interculturale e promozione dei diritti di cittadinanza sono i temi su cui ci spendiamo, ponendoci come punto di riferimento e coordinamento tra singoli individui, enti e associazioni per ogni iniziativa che voglia abbattere barriere culturali e pregiudizi.