Potere alle Parole Lab, in collaborazione con l’Associazione Culturale Puppenfesten per il progetto Sp@zioniè tornato Monza a fine 2015 insieme a Kiave , questa volta all’I.T.C.G. Achille Mapelli.

Per questa edizione abbiamo rivolto un’attenzione speciale ai fenomeni di migrazione più recenti e alle ondate di xenofobia suscitate in tutta Europa dalla loro strumentalizzazione. Per affrontare questi temi, abbiamo utilizzato anche i cortometraggi di Look Around. La scuola ha accolto il laboratorio di rap rivolto a due classi del triennio e nell’arco di quattro incontri le ragazze e i ragazzi hanno affrontato la scrittura di un rap. Dopo un approfondimento sulla musica rap e le sue tecniche, gli studenti hanno scritto una canzone sulla diversità e le migrazioni. Uno studio di registrazione è stato allestito per trasformare il testo in un vero e proprio pezzo rap pubblicato il 18 dicembre 2016 in occasione della Giornata Internazionale del Migrante.

La canzone

 

La canzone degli studenti del Mapelli di Monza

Scrivo questa canzone pensando all’immigrazione:
mio padre è salito in treno dal meridione
con la speranza e una valigia di cartone;
ha lasciato gli ulivi per un futuro in ‘sta nazione.
Con che coraggio poi lo chiami anche terrone?
Rido su Salvini e su tutti quei cretini
che pensano all’importanza dei confini,
dimenticando che del mondo siamo tutti cittadini.

 

Mondo pieno di colori e di persone:

giudichi solo perché scappano dalla guerra in barcone.

Se senti la parola ISIS non devi pensare a musulmano

che magari non ha mai letto un cazzo del Corano.

Bianco o nero sei comunque mio fratello,

razzista, chi ti credi, ti credi il sette bello?

Se sei con me alza le mani che sento la mancanza

di un mondo di umani pieno di fratellanza.

 

Voi che arrivate su barconi affollati

siete sempre dalla gente giudicati.

Partite alla ricerca di una vita migliore

ma non trovate gioia e neanche amore.

Scappate dalla guerra e dalla povertà

per cercare la libertà.

Ma serve reciproco rispetto e condivisione

per poter accettare ogni integrazione.

 

RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!

Immigrati: è un fenomeno di massa,

la dignità che viene concessa a ste persone è molto bassa.

Di gente brava tra di loro esiste

ma la discriminazione è un fenomeno che persiste.

Viene visto male chi ha un altro colore di pelle

come se in Italia non potesse fare cose belle.

Anche da Sud  a Nord emigra tanta brava gente:

puoi essere il più onesto al mondo, ma se sei di giù sei un delinquente.

 

Pensa a come può essere

andare via dal proprio paese in guerra

per acquistar malessere.

Ricordati: siamo nati tutti quanti uguali

Col bisogno comune di avere ideali.

L’immigrazione non farà mai parte dei mali,

è l’occasione di spostarsi, non di morire nei freddi mari.

Viaggiare è un bisogno comune per noi comuni mortali

perché viaggiare non è un obbligo come in certi casi.

 

In questa grande umanità

ci sono molte, troppe diversità

Chi è bianco, chi è nero, non ne fa un problema vero.

C’è chi parla italiano, inglese, francese..

Lingue di ogni diverso paese.

Chi è cinese, chi italiano, chi africano

Ma le diversità danno all’uomo qualità.

 

RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!

 

Da guerre e distruzioni immotivate

per lavoro e guadagni sono sbarcati.

A volte clandestini non autorizzati

su piccole barche, non sono attrezzati.

Sono in Italia e in altri paesi

e adesso non devono essere offesi.

Se viaggi per profitto vieni incoraggiato

mentre se viaggi per sopravvivenza vieni condannato.

C’è un uomo che sta lavorando in modo diffidente,

aspetta ed osserva senza dare sentenze,

cerca di capire al di là delle apparenze.

Mi dà un indizio: sta a me decidere se è un pregiudizio.

 

Voi che discriminate siete un branco di spostati,

non capite il dolore nel non essere accettati.

Anche loro che per salvarsi in mare si son buttati

hanno dei sentimenti se via non gliel’han già portati.

Spaventati, maltrattati, rifiutati ed evitati,

hanno fatto un lungo viaggio senza ottenere risultati.

Forse non pensate o non vi siete ricordati

che anche noi, tempo fa, siamo stati immigrati.

Testati, controllati per cacciarci se malati,

disperati, intrappolati con troppi sogni bruciati;

considerati sbagliati ma invece siam scappati

per paura di una vita da condannati.

 

RIT: Parità, diversità: ciò che dà identità e libertà!