Cara lettrice, caro lettore,

forse sei su questa pagina perché hai letto, stai leggendo o vorresti leggere Divisa in due, il nuovo romanzo di Sharon M. Draper, e forse immagini che tra i tanti temi di cui si parla in questo libro c’è anche il razzismo…bene! Anche noi come associazione Il Razzismo è una brutta storia lo abbiamo letto, ci è piaciuto molto e in questa pagina condividiamo alcune riflessioni, spunti e risorse che possono accompagnarti nella lettura, e un piccolo quiz/test (coming up) per ragionare sul razzismo viaggiando tra la realtà degli U.S.A. e quella italiana. 

Buona esplorazione!

Questa pagina è realizzata grazie al supporto da parte della Associated Expert Angelica Pesarini – Docente di Sociologia alla New York University Florence.

I BOOK TRAILER AMERICANI

71Bi7-vahuLLA STORIA E LE SUE PAROLE 

Isabella ha undici anni e vive in due mondi. È una bambina figlia di divorziati con lo zaino sempre in spalla, vive con sua madre una settimana e con suo padre quella successiva. Inoltre, è bi-racial – parola che in italiano si tradurrebbe letteralmente come bi-razziale –  e, scrive l’autrice Sharon Draper, “Isabella si vede come un frappè al caramello che è il risultato del mix tra la vaniglia di sua madre e il gelato al cioccolato di suo padre. Izzy è una pianista abile e mentre si esercita per un recital cruciale, i tasti neri e i tasti bianchi della sua vita si uniscono per creare una sinfonia inaspettata di colore, terrore e infine pace.”

Ogni volta che un libro viene tradotto, si scelgono parole per passare da una lingua all’altra. Mentre leggi questo libro potrebbe essere interessante sapere che il titolo originale del romanzo della Draper in inglese è Blended, parola che in italiano si potrebbe tradurre come “miscelata”, “mescolata”, “mixata”. 

PAESE CHE VAI, RAZZISMO CHE TROVI…

Spesso sentiamo notizie che riguardano il razzismo negli Stati Uniti e il modo in cui il razzismo statunitense si è sviluppato, lo studiamo anche a scuola! Pensa a tutte le volte che a scuola hai sentito parlare del periodo della schiavitù, di Martin Luther King e delle battaglie per i diritti civili intraprese dalle persone nere negli Stati Uniti. Forse pensi che il “vero razzismo” sia solo lì e che in Italia questo problema non esista. La storia dell’Italia è certamente molto diversa dalla storia degli U.S.A. Nonostante ciò, però, il razzismo esiste in entrambi i Paesi. Non solo. Il razzismo si verifica ovunque nel mondo. Questo perché il razzismo è un sistema, che si manifesta in maniera diversa a seconda dei contesti culturali, sociali e storici.

Per farti capire meglio cosa intendiamo caricheremo qui un piccolo quiz. Cerca di rispondere spontaneamente, senza pensarci troppo. Forse le risposte alle nostre domande ti sorprenderanno e ti faranno riflettere…

 

SE VUOI APPROFONDIRE GLI SPUNTI DEL QUIZ – QUI ALCUNI VIDEO INTERESSANTI PER RAGIONARE SU U.S.A. E ITALIA

Cosa sappiamo del colonialismo italiano?

ATTIVITÀ: esistono nella tua città o in città vicine Statue o monumenti del periodo coloniale italiano? Quali storie contengono che non sono conosciute?

SAI COS'è IL BLACKFACE? è DIFFUSO IN U.S.A. O IN EUROPA?

ATTIVITÀ: approfondisci il tema del Blackface e non farti cogliere impreparata o impreparato la prossima volta che capiterà, nel mondo o in Italia.

Se conosci l’inglese ti proponiamo la lettura di questo testo dell’Agenzia educativa Satutinense Facing History and Ourselves e qui puoi scoprire la storia del Blackface in Olanda con Black Pete. Qui invece un nostro articolo sugli ultimi casi in Italia. Perché secondo te il Blackface continua a riproporsi nonostante sia considerato una pratica denigratoria?

Il bianco e il nero - Le parole per dirlo - Intervista ad Camilla Hawthorne (Associated Expert Razzismo Brutta Storia)

Attività: Ascolta le “Isabelle” italiane e crea un nuovo Book Trailer.

Hai ascoltato dalla studiosa Camilla Hawthorne la sua esperienza e come ha scelto di studiare criticamente il razzismo e l’identità.

Per contrastare il razzismo il primo passo è – per chi il razzismo non lo vive, per le persone bianche – mettersi in ascolto di chi il razzismo lo vive sulla propria pelle.

Ti proponiamo di esplorare altri libri scritti da giovani autrici Nere Italiane, e produrre un Book Trailer su Divisa in due e su uno di questi libri.

E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana. Esperance Ripanti

Future. Il domani narrato dalle voci di oggi. 

Unknown-7Undici autrici afroitaliane raccontano di futuro, generazioni e radici. Un’antologia alla ricerca di una nuova lingua, di nuove idee, di prospettive forti, differenti e inesplorate. Un’antologia che parte da dove viviamo, l’Italia, e guarda altrove, con straordinaria forza ed emozione. Un libro che vuole marcare un passo verso il domani, narrandolo, inventandolo, osservando il presente e il passato.

La linea del colore. Igiaba Scego. 

UnknownQuanti di noi scendendo oggi da un treno a Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrastarne le mire coloniali. Un’ondata di sdegno invade la città. In quel momento Lafanu Brown sta rientrando dalla sua passeggiata: è una pittrice americana da anni cittadina di Roma e la sua pelle è nera. Su di lei si riversa la rabbia della folla, finché un uomo la porta in salvo. È a lui che Lafanu decide di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana Chippewa, lo straniero dalla pelle scurissima che amò sua madre e scomparve, la donna che le permise di studiare ma la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta di salire su un piroscafo diretta verso l’Europa, in un Grand Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza. Nella figura di Lafanu si uniscono le vite di due donne afrodiscendenti realmente esistite: la scultrice Edmonia Lewis e l’ostetrica e attivista Sarah Parker Remond, giunte in Italia dagli Stati Uniti dove fino alla guerra civile i neri non erano nemmeno considerati cittadini. A Lafanu si affianca Leila, ragazza di oggi, che tesse fili tra il passato e il destino suo e delle cugine rimaste in Africa e studia il tòpos dello schiavo nero incatenato presente in tante opere d’arte. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.