Quali sono le difficoltà vissute dalle seconde generazioni in Italia?

  • L’obbligo di rinnovo del permesso con tutti i problemi associati a ritardi e lungaggini burocratiche e conseguenti complicanze per l’inserimento scolastico
  • La difficoltà di viaggiare: avere un permesso di soggiorno permette la circolazione di breve durata in area Schengen, ma restano scoperte le fasi di rilascio e rinnovo del permesso. Cosa succede se un giovane di seconda generazione deve fare un viaggio di istruzione o vuole andare a trovare un parente fuori dall’Italia oppure partecipare ad un progetto di ricerca all’estero?
  • I nati in Italia possono fare richiesta di cittadinanza al compimento dei 18 anni ma devono aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano e saperlo dimostrare (a esempio con certificati di vaccinazione, di frequenza scolastica, etc). Il fatto di trascorrere le vacanze nel paese d’origine o la semplice dimenticanza di notificare un cambio di residenza possono compromettere il rilascio della cittadinanza. Anche un caso di negligenza da parte dell’amministrazione, che può consistere nella semplice lungaggine, ma anche in veri e propri errori può mettere in difficoltà una seconda generazione. Inoltre in Italia è presente la “discrezione amministrativa” che affida agli impiegati grande libertà di scelta.
  • La precarietà: il soggiorno può essere interrotto in qualunque momento (per perdita del lavoro dei genitori, diminuzione del reddito o risoluzione di un contratto di affitto). In teoria vige l’inespellibilità del minore, ma il minore accompagnato da genitori “irregolari” non ha alcuna garanzia di poter continuare a soggiornare in Italia. Le seconde generazioni maggiorenni, non hanno nessuna garanzia.
  • Ostacoli scolastici: secondo una proposta del Ministro Gelmini, ogni classe non può superare una determinata percentuale di alunni stranieri. Bambini italiani madre lingua rischiano quindi di non poter frequentare la scuola del loro quartiere perché considerati stranieri. Per quanto riguarda l’università, gli studenti universitari non possono partecipare a periodi di studio all’estero con progetti di scambio italiani o comunitari come Erasmus, Leonardo, Mae-Crui.
  • Se un bambino non è nato in Italia ma vi è arrivato in giovane età, non può fare richiesta di cittadinanza al compimento dei 18 anni. Ciò significa che non potrà accedere ai bandi pubblici e non potrà iscriversi agli albi professionali una volta ottenuta la laurea. Le seconde generazioni senza cittadinanza non possono diventare insegnanti, magistrati, architetti, notai, vigili del fuoco, poliziotti, militari, bidelli, autoferrotranvieri, gareggiare negli sport agonistici e indossare la divisa della nazionale italiana, fare attività di ricerca universitaria.
  • Le seconde generazioni non possono votare, essere cioè elettorato attivo, e non possono essere votate, quindi essere elettorato passivo.
Articolo pubblicato in Articoli, il 12 novembre 2012